4 Aprile 2025
Mettere in movimento, persone e merci, in modo pienamente accessibile e sostenibile. E, soprattutto, integrando diverse opzioni di spostamento. Valorizzare soluzioni di mobilità efficaci, confrontandole e condividendole con altri possibili percorsi. E’ stato l’obiettivo di Move 21, progetto quadriennale finanziato dalla Commissione europea che si è concluso nei giorni scorsi a Bruxelles.
A confrontarsi Italia, Svezia, Norvegia e Germania, con Roma, Bologna, Goteborg, Oslo, Amburgo e Monaco. Cuore del progetto gli hub, o snodi, del trasporto pubblico. Il fine, quello di renderli sempre più integrati con diverse soluzioni di mobilità, aperti alla città, luoghi di spostamento e, in prospettiva, anche di aggregazione.
Il centro dell’esperienza romana per Move 21, a cui ha lavorato Roma Servizi per la Mobilità, socio ordinario di TTS Italia, guardando anche alla città partner di Goteborg, è stata la stazione di Basilica di San Paolo: nodo di scambio tra metro B e ferrovia per Ostia, la Metromare, è attrezzata anche con i bike box, per lasciare la bicicletta in sicurezza e proseguire con il trasporto pubblico. Fuori della stazione i mezzi della micromobilità a noleggio (monopattini e biciclette) per coprire le distanze da e per la stazione. E poi le merci, la cui distribuzione si punta a razionalizzare e rendere più sostenibile, anche realizzando dei micro centri di stoccaggio. In stazione ci sono così i locker (armadietti), per la consegna e il ritiro delle merci. E in prossimità della fermata San Paolo è possibile usufruire di un servizio gratuito di cargo bike (in collaborazione con Doctor Bike) rivolto alle attività commerciali e utenti privati per effettuare una distribuzione merci di quartiere. Un’esperienza quest’ultima, di particolare successo, che si replicherà e che ha già un secondo punto di sperimentazione in Centro, a via del Gesù. Proprio la logistica delle merci nella zona centrale della città è l’altro grande obiettivo perseguito da Roma attraverso Move 21. Studiando soluzioni sperimentate a Oslo, si punta a migliorare la sostenibilità della distribuzione delle merci nel Tridente anche con le cargo bike e i mini van elettrici.
Partire da uno snodo del trasporto pubblico, pensiamo in particolare a una stazione, e trasformarlo in qualcosa di più grande. Un luogo, certo, dove convergono persone che possono scegliere tra diversi mezzi di trasporto. E poi di più. Luoghi per la logistica integrati sempre più, e meglio, nel tessuto urbano. Anche attraverso l’esperienza di Move 21, Roma si sta muovendo verso una trasformazione progressiva degli snodi trasportistici in hub multimodali. Dopo Termini e Tiburtina, è andata in questa direzione, ad esempio, la riqualificazione, a cura di Roma Servizi per la Mobilità, dell’area di accesso alla stazione di Trastevere, che dopo il lato Gianicolense è andata a coinvolgere il versante di Marconi. E poi, di recente, la stazione di San Pietro. In generale, esperienze come quella di Basilica di San Paolo, che possiamo considerare un hub di quartiere, interesseranno le altre principali stazioni ferroviarie e metropolitane della città. In particolare, i bike box sono ad oggi già disponibili in 18 stazioni delle metro A, B, B1 e C. E in diverse stazioni sono già presenti i locker per la distribuzione delle merci.
A Bruxelles per raccontare e condividere l’esperienza romana è intervenuto l’assessore ai Trasporti, Eugenio Patanè. “Move 21 è una straordinaria opportunità di confronto con le altre città – le sue parole – per apprendere le migliori pratiche sulla mobilità, ma anche sulla logistica sostenibile. Ed è quello che abbiamo fatto a Roma sfruttando delle occasioni con i colleghi di Goteborg e di Oslo, dai quali abbiamo tratto ispirazione. Come a metro San Paolo, appunto, dove abbiamo creato un hub multimodale molto importante. Ma dove abbiamo anche lavorato sulla logistica delle merci, introducendo per il trasporto del cosiddetto ‘ultimo miglio’ le cargo bike, che stanno avendo grande diffusione in Europa e stanno iniziando ad averla anche a Roma”, ha concluso l’assessore.
Fonte: Roma Servizi per la Mobilità